Presentazione Proposta di legge – Prof.ssa Marilisa D’Amico

Prof.ssa Marilisa D’Amico

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CONTESTO SOCIALE

Con lo sviluppo delle moderne tecnologie si assiste sempre più spesso a pubblicità e comunicazione attraverso i media che sembrano fare un passo indietro rispetto alle conquiste nel rapporto tra i due generi soprattutto in tema di diritto di voto e al lavoro, oltre che all’istruzione e alla procreazione responsabile.

Sembra attuarsi una forma di violenza che si potrebbe definire “mediatica”,  che offende la dignità della persona attraverso l’uso strumentale e umiliante del corpo. Le immagini infatti costituiscono un potente canale di trasmissione di valori o disvalori che raggiungono le persone (donne, uomini, bambini) in maniera spesso indiscriminata.

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SCOPO DELLA LEGGE

Con la presente proposta di legge si intende fornire un contributo effettivo nella lotta contro le discriminazioni di genere, attuate con immagini esplicite e subliminali che incoraggiano e “normalizzano” la discriminazione tra i generi.

Si intende pertanto superare e rimuovere gli stereotipi trasmessi dai messaggi pubblicitari che riguardano sia gli uomini sia le donne, contribuendo a rendere effettivi i diritti sanciti dalla nostra Costituzione alla vita, all’integrità fisica e morale, oltre che alla propria realizzazione personale.

Il presente disegno di legge si inserisce perfettamente nel quadro di attuazione di questi principi costituzionali e colma un significativo vuoto normativo armonizzandosi con la normativa di contrasto alle discriminazioni di genere (d.lgs. 11 aprile 2006, n. 198) e con la normativa in materia di pubblicità ingannevole e comparativa (d.lgs. 25 gennaio 1992, n. 74).

Occorre sottolineare, peraltro, come tali principi siano stati espressi in molteplici disposizioni anche a livello europeo (Parlamento europeo, risoluzioni del 1987, 1997 e del 2008; Consiglio, risoluzioni del 1991 e del 1995; art. 2 Trattato sull’Unione Europea; art. 21 Carta di Nizza).

La pubblicità e gli stessi mezzi di comunicazione possono apportare un fondamentale contributo al mutamento sociale, poiché riflettono la ripartizione dei compiti tra donne e uomini, la stessa partecipazione alla vita sociale e l’identità di genere.

In considerazione del notevole impatto sociale che viene esercitato in ragione delle nuove e moderne tecnologie non più limitate al mezzo televisivo e del fatto che indubbiamente in tal modo si forma l’immagine stessa della donna e dell’uomo, occorre che la pubblicità e i mezzi di comunicazione contribuiscano a creare le condizioni per questa trasformazione sociale, non ledendo il rispetto della dignità umana e non mostrando alcuna forma di discriminazione di genere.

LA PROPOSTA DI LEGGE

La presente normativa si articola in 10 articoli e adotta norme di tipo non solo repressivo, ma anche promozionale (art. 1).

Si considera pubblicità qualsiasi forma di messaggio che venga diffuso, in qualsiasi modo, nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale, artigianale o professionale allo scopo di promuovere la vendita di beni mobili o immobili, la costituzione o il trasferimento di diritti ed obblighi su di essi oppure la prestazione di opere o di servizi. Per mezzi di comunicazione si intendono la stampa, il cinema, la radio, la televisione e internet, siano essi pubblici o privati.

Questo progetto considera illecite la pubblicità e la comunicazione che utilizzino il corpo delle donne e degli uomini in modo offensivo della dignità della persona. Si prevede inoltre come illecita la comunicazione pubblicitaria che assimili le immagini o parti del corpo a oggetti o prodotti commerciali che vengono pubblicizzati (art. 2).

Si prevede in particolare l’istituzione di una Commissione garante nominata di comune intesa dal Ministro del Lavoro e da quello per le Pari opportunità e dai rappresentanti delle Camere di commercio, delle Associazioni femminili e maschili, delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni di categoria interessate, che valuti la liceità della pubblicità e della comunicazione (art. 5).

Quale sanzione per il mancato rispetto della disciplina, si prevede all’art. 6 la rimozione immediata della pubblicità illecita, nonché sanzioni di tipo economico (art. 7), nel caso di inadempimento all’ordine di rimozione, previste dal d.lgs. n. 206 del 2005 per quanto concerne la pubblicità e dal d.lgs n. 177 del 2005 per i mezzi di comunicazione.

Il disegno di legge, inoltre, intende ispirare la disciplina in materia di pubblicità commerciale sessista oltre che a principi sanzionatori, anche ad azioni di promozione.

Si istituisce infatti il “distintivo” aziendale che permette di riconoscere le aziende che usano pubblicità non discriminatoria e rispettosa del principio di parità e di rispetto delle figure femminili e maschili (art. 8).

Un importante compito di promozione di attività formative e iniziative pubbliche per la diffusione di una comunicazione rispettosa di tali principi è previsto a carico delle Università, delle Amministrazioni pubbliche, della Commissione di cui al Codice per le Pari Opportunità e della Commissione garante (art. 10).

4 commenti

  1. Valeria Savoca scrive:

    Sottoscrivo la proposta, cosciente che la proibizione e le limitazioni non sono la sola vera soluzione del problema, poichè al controllo di autorità, sia pure democraticamente elette e revocabili, penso che debbano essere privilegiate l’assunzione e la diffusione di nuovi metodi e contenuti educativi, che pongano nelle giovani generazioni, i presupposti di un salto di paradigma, o ,se preferite, di una rivoluzione culturale.

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