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Cambiamo l’immagine delle donne – I 10 punti proposti dalle giornaliste della “27esima Ora”

Cambiamo l’immagine delle donne. Cominciamo noi della pubblicità

«Il femminicidio è l’ultimo atto di una filiera di comportamenti, pensieri, stereotipi che vengono da molto lontano»

I 10 punti proposti giorni orsono dalle giornaliste della “27esima Ora” costituiscono una vera boccata d’ossigeno per l’impostazione che auspica una modalità rigorosa, asciutta e sensibile nel fare informazione su temi delicati, come ad esempio la violenza sulle donne. Assai confortante, poi, è lo scoprire che le 10 riflessioni coincidono quasi alla lettera con quelle alla base della grande campagna sulla parità di genere che la Fondazione Pubblicità Progresso proporrà per il biennio 2014-2015, ritenendo il femminicidio l’ultimo atto di una filiera di comportamenti, pensieri, stereotipi che vengono da molto lontano.

Promossa su impulso delle donne presenti nel CdA della Fondazione in rappresentanza degli utenti pubblicitari e delle agenzie (Giovanna Maggioni, UPA – Rossella Sobrero, Assocom – Donatella Consolandi – Unicom), si prevede che la campagna debba durare almeno due anni per poter incidere seriamente sul comune sentire. Nell’ideazione e nella produzione sono coinvolti Young & Rubicam, Burson Marsteller, Isobar, Istituto Piepoli, ComboCutFilm, MPG e Media Club. La campagna parlerà sia alle donne che agli uomini: le prime verranno invitate ad acquisire maggiore autostima, i secondi verranno invitati a riflettere sul fatto che privarsi della genialità femminile è puro autolesionismo.

Da un lato si proverà che sottovalutare la discriminazione verso il genere femminile è già una parte del problema, dall’altro si cercherà di promuovere un diffuso atteggiamento di valorizzazione delle diversità.

Sempre più convinti che non basta qualche spot di pochi secondi per modificare comportamenti o stereotipi radicati, anche questa nuova campagna prevede un uso massiccio dei social network, che ben si prestano a coinvolgere a fondo le persone. Tutte le nuove attività che negli ultimi anni Pubblicità Progresso ha messo in piedi grazie ad un generoso e professionale volontariato, oltre che al lungimirante sostegno della Fondazione Cariplo, verranno investite della responsabilità di promuovere l’ambizioso progetto. Si è già riunito il network Athena (i docenti universitari amici di Pubblicità Progresso, oltre 50 di altrettante università di tutta Italia) con l’obbiettivo di coinvolgere i propri studenti – a seconda delle facoltà – nell’ideazione di iniziative di marketing sociale non convenzionale, flashmob, video virali, corti, infografica, ricerche sociali, articoli, racconti.

La mediateca on-line di Pubblicità Progresso (che conta oramai oltre 2500 campagne sociali selezionate tra le più creative e performanti del mondo) offrirà spunti di confronto con quanto di meglio si fa nei vari Paesi per promuovere la parità. Cuore della campagna sarà un portale di servizio che aiuterà le donne (e anche gli uomini) a reperire aiuti e sostegni concreti nel campo del lavoro, della famiglia, della scuola, dell’educazione, dell’informazione, della cultura, dello spettacolo e anche sulla questione della violenza.

Stiamo coinvolgendo artisti, autori e cantanti (maschi e femmine) in una corale iniziativa in grado non solo di spingerli a trattare il tema, ma anche di raccogliere fondi da destinare a borse di studio per ragazze meritevoli che non hanno i mezzi per continuare gli studi.

Cercheremo di coinvolgere reti televisive, testate giornalistiche e di approfondimento nei moltissimi progetti collaterali, tra cui un libro con i racconti dei carcerati che hanno fatto violenza, così da essere aiutati a meglio comprendere i reconditi motivi delle loro azioni.

La campagna verrà presentata durante la nona Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale che si terrà a Milano all’Università IULM il 18 novembre, interamente dedicata alla parità di genere, e a cui parteciperanno ospiti da tutto il mondo. Un impegno enorme, svolto gratuitamente ma con molti più costi che in passato, motivo per cui faremo anche appello alle imprese sensibili alla CSR– segnatamente quelle della moda – perché aiutino Pubblicità Progresso in questo epocale progetto a favore del raggiungimento di quella reale parità di genere capace di far crescere la società.

Pubblicato dal blog del Corriere della Sera “La 27esima Ora” – Leggi l’articolo completo.

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